Pages Menu

Come scegliere il cemento giusto per restauri indiretti in Odontoiatria

Come scegliere il cemento giusto per restauri indiretti in Odontoiatria

Pubblicato da il 7 Ott 2016 in Prodotti a confronto | 0 commenti

Oggi più che mai, la gamma di opzioni per la pianificazione e realizzazione dei restauri indiretti è enorme. Dal momento in cui il paziente arriva in studio, il dentista deve considerare numerosi aspetti prima di decidere il piano di trattamento.

Tutti i dentisti sanno che non esistono due casi uguali e dunque è importante, nella pianificazione delle cure, adottare un approccio che tiene in considerazione la scelta di restauri indiretti, il tipo di materiale con cui vengono realizzati e il tipo di preparazione più adatti alla situazione clinica.

Una parte importante di questo processo è costituita dalla scelta del cemento da fissaggio più appropriato.

Idealmente, la scelta dovrebbe ricadere su un prodotto e un protocollo di utilizzo atto a garantire:

  • Adesione alla preparazione sia essa dentina, smalto o supporto implantare
  • Adesione alla protesi in funzione del tipo di materiale utilizzato
  • Semplicità di utilizzo
  • Spessore ridotto per garantire precisione
  • Eccesso facilmente individuabile e rimovibile
  • Stabilità sotto le sollecitazioni masticatorie
  • Ritenzione adeguata
  • Sigillo marginale

Cosa Offre il Mercato?

CEMENTO DA FISSAGGIO

I materiali oggi a disposizione del clinico sono veramente tanti, ma possono riassumersi schematicamente nella immagine qui sopra.

Abbiamo, quindi, dal tradizionale ossido di zinco, ai vetroionomeri convenzionali o modificati, fino ai più recenti cementi resina adesivi e autoadesivi.

Ogni tipologia si differenzia per composizione, protocollo di utilizzo e indicazioni. A complicare le cose nella scelta del giusto prodotto, anche una ampia gamma di materiali da restauro, quali compositi, disilicato di litio, ceramica feldspatica, zirconia e altri ancora.

In base a quanto fin qui esposto dunque, la  domanda da porsi è:  “Esiste una regola per scegliere il cemento più adatto?”.

Prima di cercare una risposta, proviamo innanzitutto ad elencare vantaggi e svantaggi delle diverse merceologie.

cemento-resinoso-autoadesivo PRO

  • Non necessita di sistema adesivo separato
  • Sufficientemente estetico
  • Normalmente venduto con l’opzione dell’indurimento duale
  • Spessore del film ridotto
  • Buoni valori di adesione
  • Buon sigillo marginale

CONTRO

  • Necessita di campo asciutto
  • Non rilascia fluoro
cemento-resinoso-adesivo  

PRO

  • Molto Estetico, normalmente disponibile in un’ampia gamma di colori
  • Alti valori di adesione
  • Spessore del film ridotto
  • Buon sigillo marginale

CONTRO

  • Necessita di  sistema adesivo separato
  • Necessita di campo asciutto
cemento-vetroionomerico  

PRO

  • Adesione chimica alla struttura dentaria, in particolare sulla dentina
  • Non necessita di sistema adesivo separato
  • Lavorabile in campo umido
  • Buoni valori di adesione
  • Buon sigillo marginale

CONTRO

  • Disponibile in poche varianti di colore
cemento-vetroionomerico-convenzionale  

PRO

  • Adesione chimica alla dentina
  • Non necessita di sistema adesivo separato
  • Lavorabile in campo umido
  • Economico

CONTRO

  • Discreti  valori di adesione
  • Normalmente disponibile in una sola variante di colore
cemento-all'ossido-di-zinco  

PRO

  • Disponibile con o senza eugenolo
  • Facile da rimuovere
  • Economico

CONTRO

  • Scarso sigillo marginale
  • Film spesso, rischio di rialzi articolari

 

Fin qui le caratteristiche dei vari materiali; altra cosa importante da tenere in considerazione però è il tipo di situazione clinica in cui ci si trova ad operare. La superficie ritentiva che offre un moncone su un molare è cosa ben diversa dalla preparazione di una faccetta su un incisivo. Oltre ai tipi di sollecitazioni, anche la natura della struttura dentale esposta è differente; prevalentemente dentina sul molare, smalto nel caso della faccetta. Possibilità più o meno agevole nel controllo dell’umidità, esigenza estetica di grado differente, paziente con scarsa igiene, restauri di differenti materiali ognuno dei quali può richiedere trattamenti specifici di superficie, sono altri fattori che vanno ad aggiungersi alla complessità della finalizzazione del restauro.

Per concludere.

Non esiste una regola certa per scegliere il giusto cemento. Discernere tra le varie situazioni cliniche rimane la regola d’oro, consapevoli però che la tecnologia ha reso i cementi ad uso odontoiatrico progressivamente più performanti e di più semplice impiego clinico.

Procedure di cementazione semplici e “convenzionali”, magari basate sull’impiego di vetroionomeri moderni, sono da ritenersi valide ed affidabili, mentre le più moderne tecniche adesive abbinando all’aspetto meccanico anche legami chimici tra le superfici di contatto, garantiscono affidabilità e longevità al restauro realizzato con i più attuali materiali protesici.

 

Le più comuni situazioni cliniche

situazioni cliniche cementi odontoiatria

Richiedi informazioni sui cementi!

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Il tuo messaggio

Danilo Cerrato – Sales Team & Mkt Manager presso GC. Lavora in GC Italia dal 1998 e si è occupato sia di vendite che di prodotto. Ha studiato Leadership and Management c/o LIUC – Carlo Cattaneo

Pubblica una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Questo blog è destinato esclusivamente a operatori professionali e riporta dati, prodotti e beni sensibili per la salute e la sicurezza del paziente.

Pertanto, per visitare il sito, dichiaro di essere un operatore sanitario.