Pages Menu

È giusto far defluire l’acqua dalla turbina per 40 secondi dopo l’uso?

È giusto far defluire l’acqua dalla turbina per 40 secondi dopo l’uso?

Pubblicato da il 11 Set 2015 in Manutenzione delle attrezzature | 0 commenti

Oggi è noto che l’azione indicata come flusso dell’acqua non riduce significativamente la formazione del biofilm nel circuito idrico del riunito odontoiatrico e non migliora la qualità dell’acqua erogata durante le cure1,2,3; ecco perché è consigliabile avere sistemi continui di disinfezione del circuito idrico per ridurre il rischio infettivo dovuto a infezioni idrodiffuse.

La presenza di questo rischio impone che, durante cure chirurgiche o a pazienti immunodepressi, si debbano utilizzare soluzioni sterili erogate in modo indipendente dal circuito idrico con sistemi dedicati e deflussori sterili 1,4,5.

Vediamo insieme alcune particolarità delle procedure per ridurre la contaminazione microbica nel circuito idrico del riunito considerando l’efficacia, come quando effettuarle1,5.

La procedura a cui si fa riferimento deriva dalla linea guida CDC del 2003: “spurgare l’acqua e l’aria per almeno 20-30 secondi dopo ogni paziente, da ogni dispositivo connesso al circuito idrico che entri nella bocca del paziente (es. turbine, ablatori, siringhe aria/acqua)”4. Questa informazione viene indicata dopo l’adozione di  sistemi di disinfezione del circuito idrico, che per noi implica di garantire la qualità dell’acqua (conta microbica < 100 CFU/ml a 22°C e < 20 CFU/ml a 37°C; e la mancanza di patogeni) erogata secondo le norme vigenti.

Nel 2013, la linea guida britannica indica di “spurgare per almeno 2 minuti all’inizio e fine giornata e dopo ogni periodo significativo di non utilizzo (es dopo la pausa pranzo). Inoltre, di  spurgare per almeno 20-30 secondi tra i pazienti”1. Non ci sono riferimenti a dispositivi connessi.

La recente linea guida Italiana sulla Legionella indica “flussare ciascuno strumento a vuoto all’inizio di ogni giornata lavorativa (tempo minimo 2 minuti) e prima di ogni intervento (tempo minimo 20-30 sec)5. Non è chiaro se per “strumento” si intendano i cordoni e la siringa aria/acqua o gli strumenti dinamici senza frese.

Al momento sto discutendo le criticità emerse con DDL (datore di lavoro), RSL (resp. sicurezza lavoratori) e medico competente onde individuare la procedura più adatta della nostra struttura e aggiornare il DVR (documento valutazione rischi).

Alcune considerazioni personali sulle motivazioni del con o senza, dopo o prima.

  • Il flussaggio dell’acqua dai cordoni SENZA DISPOSITIVI (turbine, micromotori, ablatori, etc), secondo la procedura1, credo che sia meno rischioso perché sottintende che le turbine vadano tolte dopo ogni paziente e sottoposte a specifica pulizia intensiva e decontaminazione interna prima della sterilizzazione in autoclave classe B. Fare defluire l’acqua dalla turbina, a vuoto, è rischioso per vari motivi (sollecitazione anomala del rotore senza fresa; alta contaminazione ambientale): del resto, in Italia, non siamo obbligati a sottoporre i dispositivi medici subito a decontaminazione (D.M. 8/09/1990) previo smontaggio (NORMA UNI-EN ISO 17665-2 e UNI-TR11408)?
  • Il flussaggio DOPO OGNI PAZIENTE1,4 dovrebbe limitare il rischio della colonizzazione microbica da retroflusso, fa parte del riordino del riunito svolto dalle ASO, ma potrebbe causare contaminazione ambientale soprattutto con la turbina inserita. È da preferire l’adozione di sistemi semi o completamente automatici di flussaggio (senza strumenti e dopo ogni paziente) perché aumenterebbero l’efficienza della struttura.
  • L’indicazione PRIMA DI OGNI INTERVENTO5 può essere rischiosa. In mancanza di una procedura di disinfezione costante, può comportare il rischio di colonizzazione elevata del circuito idrico dovuto alle cure precedenti soprattutto in mancanza di manutenzione delle valvole di non riflusso e di vanificare la sterilità del dispositivo rotante usato successivamente. Tuttavia, potrebbe essere utile per spurgare internamente i terminali aria/acqua, gli ablatori, i manipoli per sbiancamento ecc. dopo il ricondizionamento (per eliminare residui di disinfettanti) con qualche rischio di contaminazione aerea, minore efficienza alla poltrona e possibili conseguenze per l’immagine dello studio!

Risolvere la questione non è solo un problema tecnico, ma legato anche al consenso informato: un paziente firmerebbe il consenso informato essendo al corrente della contaminazione del riunito? IMPROBABILE.

Segui il blog Dental Trey: troverai altri interessanti approfondimenti!

 Iscriviti al blog

Referenze
  1. Health Technical Memorandum 01-05: Decontamination in primary care dental practices. Department of Health, UK, Ed. 2013
  2. Porteus N. Dental Unit Waterlines. OSAP Symposium, 2013
  3. Montebugnoli L et al. Journal of Hospital Infection 2004, 56,297-304
  4. Guidelines for infection control in dental health care settings—2003. Kohn WG et al. JADA, 2004, 135, 33-47
  5. Linea guida per la prevenzione e il controllo della Legionellosi. 79/CSR/2015

 

Livia Barenghi Laureata in Scienze Biologiche e specializzata in Biochimica e Chimica Clinica. La sua attività scientifica più recente riguarda ricerche su cellule staminali e procedure di sterilizzazione di dispositivi complessi ad esse destinate. Attualmente svolge la sua attività principale in campo odontoiatrico con particolare interesse al processo di ricondizionamento dei dispositivi medici riutilizzabili, procedure e prodotti di disinfezione per superfici ad alto contatto clinico e per il circuito idrico del riunito. Svolge attività didattica destinata al personale odontoiatrico. ORCID ID  0000000174935798

Pubblica una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Questo blog è destinato esclusivamente a operatori professionali e riporta dati, prodotti e beni sensibili per la salute e la sicurezza del paziente.

Pertanto, per visitare il sito, dichiaro di essere un operatore sanitario.