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Flussaggio con ICX A-dec e filtri: il punto di vista tecnico

Flussaggio con ICX A-dec e filtri: il punto di vista tecnico

Pubblicato da il 6 Nov 2015 in Manutenzione delle attrezzature | 0 commenti

Il post della Dottoressa Barenghi sul flussaggio dell’acqua dalla turbina mi dà l’opportunità di fornire alcune precisazioni sullo spurgo dell’acqua ed eventuale applicazione di filtri dal punto di vista tecnico.

È proprio necessario spurgare l’acqua in presenza di ICX nei riuniti A-dec?

Lo spurgo dell’acqua riguarda solo l’acqua che arriva agli strumenti. Viene attivato da una piccola levetta posta sulla faretra del riunito e mantenuta abbassata dall’operatore per far defluire l’acqua. Questo flusso d’acqua proviene dal clean water (serbatoio per acqua agli strumenti) e ha la massima pressione disponibile sul riunito. Il flusso d’acqua alla massima pressione bypassa il rubinetto di controllo di ogni singolo strumento e arriva al cordone e all’uscita di quest’ultimo.

Questo lavaggio compie una azione meccanica lungo le pareti del tubo. Perché? Presto detto: i tubi all’interno del cordone hanno un diametro piccolo di circa 1-2 millimetri. L’acqua di raffreddamento utilizzata per raffreddare la fresa o la punta dell’ablatore è pochissima ( in media 1-2 gocce per secondo) e scorre ad una velocità bassa. Il fluido quindi che “tocca”  le pareti del tubicino, avendo una velocità minore, trova un terreno idoneo per depositare biofilm al contrario di quello che scorre al centro che trova meno attrito e scorre più velocemente.

Ecco che, anche in presenza di ICX ad uso costante, facendo defluire l’acqua con una maggiore pressione e velocità, questa funge da “spazzino” delle pareti del tubo.

È necessario o non è necessario: io direi che è fortemente consigliabile per le ragioni sopra descritte.

È tecnologicamente possibile ed è efficace “installare, subito a monte dei manipoli, filtri (≤0,2 um) in grado di trattenere i microrganismi provenienti dall’interno del circuito”?

Le nuove linee guida per la prevenzione e il controllo della Legionellosi (pag. 66-67) consigliano di “installare, subito a monte dei manipoli, filtri (≤0,2 um) in grado di trattenere i microrganismi provenienti dall’interno del circuito”. Tecnicamente la cosa è fattibile, dipende dalle dimensioni e dalla perdita di carico (pressione e portata) che questo procura sull’impianto, perché potrebbe fornire a valle una pressione e una portata non sufficiente per il regime del riunito.

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Luigi Zavalloni Lavora in Dental Trey dal 1986 e riveste il ruolo di Responsabile dell’ufficio Tecnico e Progettazione. È  il riferimento aziendale per la sua conoscenza di Autocad e di come sviluppare l’impiantistica all’interno degli studi, di attrezzature Cattani, Durr, Metasys, Flex, Faro, Espe, A-dec. Referente tecnico di A-dec per l’Italia, è autorizzato a tenere corsi di formazione per nuovi tecnici.

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