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IDS 2017: l’onda digitale rivoluziona il settore odontoiatrico

IDS 2017: l’onda digitale rivoluziona il settore odontoiatrico

Pubblicato da il 29 Mar 2017 in Lo studio informatizzato e digitale | 2 commenti

È ormai evidente da diverse edizioni di IDS che l’onda digitale sta stravolgendo e rivoluzionando il settore odontoiatrico con la stessa forza con cui lo ha fatto in tutti gli altri settori della nostra vita.

E come sempre, di fronte a continue novità e all’obsolescenza di sistemi che solo un paio di anni fa erano all’avanguardia, la tentazione di trovare qualche alibi per tenersi fuori da questa sfida è grande: “bellissimo, ma ancora questa cosa non riesco a farla”, “perfetto, ma costa tanto e comunque fra due anni ci sarà qualcosa di meglio e meno costoso”, “mi piacerebbe, ma tra l’investimento in attrezzature e la curva di apprendimento di medici e personale ausiliario non sono poi così sicuro che ne valga la pena”.

Può piacere o no, ma queste, in un mondo che oramai è già cambiato e ha preso una direzione ormai chiara, sono scuse che rischiano di relegare chi le fa ai margini della professione. Il messaggio di IDS mi è sembrato chiaro: a chi ancora non ha fatto la scelta digitale non è rimasto più tempo per rimandarla, chi l’ha già fatta non deve pensare di essere a posto per i prossimi 10 anni. Cavalcare l’onda digitale significa mantenersi al passo sia con le nuove tecnologie che con le evoluzioni di quelle esistenti, in un continuo processo di conoscenza e rinnovamento, accettandone i costi sia in termini di acquisto di attrezzature e/o software, che in termini di formazione. Essi sono un dato di fatto non evitabile che va gestito. Chi non accetta questo, semplicemente non accetta la realtà odierna e decreta in anticipo il proprio insuccesso.

Digital dentistry

Anche quest’anno la parte del leone, nell’ambito digitale, spetta alla cosiddetta “digital dentistry”, ovvero al mondo della scansione intraorale e del CAD/CAM.

Emerald Scanner Planmeca

Emerald Scanner Planmeca

Scansione intraorale

Sempre più offerta in qualità e quantità per gli scanner, a partire da Planmeca che introduce il nuovo modello Emerald, uno scanner compatto e  leggero, a colori, veloce e che non richiede polvere. Il sistema è portatile e integratissimo sia nelle diverse soluzioni chair-side offerte dal produttore finlandese, che nell’ecosistema software Romexis, piattaforma che ormai si presenta come la più evoluta e completa del settore, che anche in occasione di questo IDS si è arricchita di diverse novità, due le più interessanti: il modulo di progettazione guide chirurgiche e l’aggiornamento del modulo di progettazione CAD per chair-side (PlanCadEasy) che finalmente supporta anche gli strumenti specifici per la gestione dei casi implantari.

3M presenta nella famiglia di scanner la nuova soluzione mobile, che aggiunge alle prestazioni di eccellenza del True Defintion Scanner – che lo rendono uno dei sistemi più completi e precisi disponibili sul mercato – quelle di compattezza, portabilità e design raffinato.

 

Trios 3 wireless

Trios 3 wireless

Impossibile non citare 3Shape che, come evoluzione della sua piattaforma TRIOS, presenta un modello di scanner senza fili: mantenendo le ormai note caratteristiche di velocità e precisione, aggiunge la comodità del wireless per una scansione più fluida e confortevole. La mancanza del cavo di connessione rende inoltre più agevole anche usare lo scanner per ruotare l’immagine della scansione. L’autonomia dichiarata è di circa 30 minuti di scansione con batteria a piena carica.

Carestream 3600

Carestream 3600

Carestream presenta il modello 3600, uno scanner a colori e senza polvere molto compatto e decisamente più veloce rispetto al suo predecessore 3500.

DentalWings presenta l’evoluzione del suo sistema, già lanciato in occasione della scorsa edizione di IDS e noto per avere un manipolo unico nel suo genere, estremamente ridotto e del tutto simile in dimensioni ed esperienza di uso a una classica turbina, ma che ora è in grado di scansionare più rapidamente e senza polvere.

Oltre a questi anche tanti altri nuovi sistemi, alcuni ancora prototipi, a testimonianza di un interesse enorme e del credito che le aziende e i produttori stanno dando all’ambito della scansione intraorale.

Va sottolineato che ormai tutti, anche quei produttori che storicamente avevano adottato una differente politica, hanno optato per l’apertura dei loro sistemi e per la massima libertà dell’utente: i dati di scansione sono comunque disponibili nel formato standard universale STL ed eventualmente sono offerti anche flussi di lavoro chiusi e certificati coi quali poter dare garanzia di risultati.

Infine, se si considera che la scansione è il punto di ingresso nel flusso digitale e anche l’atto più propriamente clinico di tale flusso, che i prezzi e le formule di contratto dei sistemi di scansione sono diventati veramente abbordabili e che i vantaggi del paziente sono innegabili, è facile capire perché sia opinione comune, la mia inclusa, che ormai la scelta della scansione intraorale come sostituzione alla tradizionale presa di impronta sia ineludibile per ogni odontoiatra.

“La scelta della scansione intraorale come sostituzione alla tradizionale presa di impronta sia ineludibile per ogni odontoiatra”

CAD/CAM e soluzioni chair-side

Un grosso fermento è stato chiaramente visibile anche intorno all’offerte di soluzioni chair-side che costituiscono un passo più impegnativo rispetto alla scansione, ma ne sono la naturale evoluzione e completamento.

Sirona_planmecaLe due principali soluzioni complete, quelle di Sirona e Planmeca erano presenti, con importanti novità in casa Planmeca dove, oltre all’introduzione del nuovo strumento di scansione di cui abbiamo parlato sopra, sono stati presentati due nuovi fresatori: PlanMill 40S e PlanMill 30S. Il primo è un sistema a 4 assi che si propone come evoluzione del precedente PlanMill 40, di cui però dimezza quasi i tempi di lavorazione. PlanMill 30S invece è un sistema a 3 assi che mantiene in pratica invariati i tempi di lavorazione del vecchio PlanMill 40, ma a costi molto contenuti e si propone come la soluzione per lo studio medio-piccolo. Per supportare i nuovi strumenti CAD per la progettazione e gestione di casi implantari, sono stati introdotti blocchetti preforati per la produzione di abutment e corone per impianto e ampliata la gamma di materiali.

Planmenca CREO stampante 3D

Planmenca CREO stampante 3D

Accanto alle fresatrici, Planmeca ha presentato la sua nuova Creo una stampante 3D  specificatamente pensata per l’odontoiatria, in grado di lavorare con differenti tipi di materiale; ad oggi sono disponibili quelli per stampa di modelli, di guide chirurgiche, di splint ortodontici, di porta impronta personalizzati, di cast calcinabili, in programma per il breve termine quelli per provvisori.

Naturalmente nulla vieta di comporsi un sistema chair-side selezionandosi in autonomia le varie componenti; in tal caso l’offerta di fresatori esposti a IDS era veramente imponente e sarebbe impossibile fare un elenco anche solo dei principali.

PrograMill One

PrograMill One

Ne citerò uno solo particolarmente interessane, commercializzato da Ivoclar Vivadent, il PrograMill One, il fresatore a 5 assi più piccolo al mondo, veramente impressionante per facilità di installazione, gestione, manutenzione e flessibilità; il produttore ha certificato la macchina per essere utilizzata con sistemi di scansione/progettazione 3Shape e Planmeca. Il sistema con connessione wireless è veramente efficiente e accattivante come design. Di dimensioni molto ridotte è dotato di un magazzino automatico in cui possono essere caricati blocchetti e frese. Sulla base è presente una luce multicolore che indica la stato corrente della macchina rendendo facile capire al volo la necessità di manutenzione o intervento dell’operatore.

Una nota sull’innovativo sistema di fresatura laser di DentalWings, presentato come concept nell’edizione del 2015 e che ci è stato assicurato essere in avanzato stato di progettazione; anche se non è ancora ben definita la data del suo lancio sul mercato e probabilmente bisognerà attendere il prossimo IDS, questo sistema potrebbe veramente rappresentare un punto di svolta importante nei sistemi di fresaggio, sia in termini qualitativi che di semplicità d’uso e manutenzione: un nodo al fazzoletto per non dimenticarsene a IDS 2019 dunque.

Stampanti 3D

Oltre a quella delle  fresatrici, molto ricca è risultata l’offerta di sistemi CAM additivi odontoiatrici (stampanti 3D) che si è letteralmente moltiplicata. Oltre alla già citata Creo di Planmeca, sono veramente tanti i costruttori che hanno presentato le loro novità, come ad esempio Heraeus col modello Cara, ma anche WDS con la D-Fab etc. La risoluzione raggiunta da questi dispositivi è attorno ai 50/60um negli assi x-y con spessori a partire dai 30um (asse z). Rispetto alle frese questi sistemi godono di svariati vantaggi (meno spreco di materiale, maggiore pulizia, minore manutenzione, maggior precisione, etc), ma di un enorme svantaggio: quello dei materiali e delle caratteristiche di resistenza meccanica e di bio-compatibilità. Oggi questo limita l’applicazione concreta delle stampanti 3D a modelli e guide chirurgiche. In ottica chair-side affinché questi sistemi possano trovare una importante diffusione diventa molto importante la realizzazione dei provvisori e la disponibilità di materiali adeguati. Molto interessante in tal senso il Temporis, materiale sviluppato direttamente da WDS per la sua DFab e certificato come materiale in classe IIa, cioè per uso biocompatibile permanente: in pratica un provvisorio che può diventare un definitivo.

Diagnostica radiologica

Diagnostica radiologica 3D

Anche in diagnostica radiologica sono state presentate diverse novità, specialmente in ambito 3D.

Durr VistaVox

Durr VistaVox

Durr col suo VistaVox propone un prodotto decisamente diverso dal solito. Il sistema, utilizzando un sensore stretto e allungato e delle traiettorie di scansione molto particolari, nonché soluzioni software uniche e sviluppate direttamente dal produttore tedesco, produce un volume con una forma anatomica differente dal solito cilindro, ma sagomata secondo l’andamento della mandibola. Questo consente di avere un minor irraggiamento delle parti non coinvolte (in particolare della colonna vertebrale e delle aree circostanti) cosicchè la macchina promette di lavorare con dosi che a parità di qualità di immagine sono molto basse. La macchina può lavorare o con fov anatomico (con campo diagnostico equivalente di 130×85) oppure con fov piccolo cilindrico (50×50 con 5 diverse posizioni per ogni arcata).

Visitando gli stand di Planmeca, 3Shape e Morita ho potuto dare un’occhiata a 3 prodotti di prossima generazione che sono realtà già oggi.

Planmeca col modello Viso, vanta un enorme pannello di 25×30 che assicura un FOV adatto alle più spinte esigenze maxillofacciali e massima qualità con dose contenuta nei grandi volumi (possibili senza stitching grazie alle ampie dimensioni del pannello). Un sistema di 4 telecamere innovativo, oltre a consentire la produzione di foto 3D del viso del paziente, viene utilizzato per la centratura, il posizionamento e il dimensionamento del FOV in maniera diretta e intuitiva. Un sistema di posizionamento del paziente completamente nuovo, costituito da un braccio e una culla su cui il paziente poggia la nuca, risulta assai confortevole ed efficace. Infine un nuovo algoritmo proprietario di correzione degli artefatti da movimento completa il ricco pacchetto di caratteristiche innovative della macchina che include, come tutti i prodotti Planmeca, la modalità di funzionamento low-dose per un irraggiamento tra i più bassi sul mercato, là dove le richieste diagnostiche lo consentano.

3Shape X1

3Shape X1

3Shape X1 è una CBCT molto particolare, già presentata come prototipo allo scorso IDS e che il produttore conta di mandare in produzione entro fine anno. La sua struttura, gli elementi in fibra di carbonio, il poggia mento in legno e la colonna in alluminio, fanno dell’unità un vero e proprio elemento di design. Il  vero punto di forza è però l’innovativo sistema di posizionamento del paziente che praticamente è libero e indossa sulla fronte solo una banda con un repere che consente alle telecamere dell’unità di tracciare la posizione del paziente e provvedere per tutte le correzioni del caso.

Morita Veraview X800

Morita Veraview X800

Morita Veraview X800 ha un design veramente accattivante, una risoluzione fino ad 80um, una nuova funzione di zoom che consente di ricostruire, successivamente all’acquisizione, porzioni di volume in alta risoluzione (80um) là dove è necessario.

Alcuni costruttori in occasione di IDS 2015 avevano già proposto delle soluzioni murali per sistemi panoramici piccoli e compatti (MyRay, Viila, Owandi). A IDS 2017 lo stesso tipo di soluzione è stata per la prima volta proposta anche per sistemi 3D. In particolare voglio evidenziare il MyRay X5 3D estremamente curato anche nel design e che consente l’acquisizione di FOV fino a 10×10 e dal prezzo molto contenuto; questo sistema è in grado, per altro, di produrre immagini panoramiche multistrato.

Diagnostica radiologica 2D

Non sono mancate novità neppure per i sistemi panoramici 2D, dove alcuni costruttori (Durr, Vatech, Morita) con diversi approcci e sotto diversi nomi hanno introdotto un nuovo concetto, quello della “panoramica ottima ricostruita”, cioè ottenuta per composizione delle porzioni più a fuoco raccolte da una serie di immagini prese con differenti distanze focali. In pratica invece di presentare, come fanno altri sistemi, diverse immagini panoramiche a differenti distanze focali che l’utente può consultare, il sistema analizza l’insieme di queste immagini e automaticamente ne compone e produce una sola in cui virtualmente ogni punto è quello più a fuoco tra quelli omologhi nella collezione di immagini inizialmente prodotte.

MYRAY HY-SCAN

MYRAY HY-SCAN

Per quello che riguarda sistemi di radiologia intraorale e telecamere, sebbene abbia potuto constatare comunque una crescita nell’offerta e nel numero di produttori in competizione, non ho notato nessuna particolare evoluzione rispetto alla precedente edizione se non per il nuovo prodotto scanner ai fosfori MyRay HY-SCAN che riposiziona questa tecnologia di diagnostica rx endorale verso una più accessibile condizione di acquisto e un ottimo compromesso di prezzo/qualità ora a disposizione per tutta l’odontoiatria nazionale.

 

Realtà aumentata

Si sono infine cominciate a vedere le prime proposte di applicazione di realtà aumentata nell’attività odontoiatrica: anche se molto intriganti, ho qualche dubbio che nell’immediato i pazienti vivano con tranquillità l’esperienza di un odontoiatra che indossa un paio di occhialoni e si agita gesticolando nel vuoto al loro fianco. Però l’evoluzione passa anche attraverso questi esperimenti pionieristici che, ne sono sicuro, tra breve diventeranno per tutti più familiari. In fondo appena 10 anni fa esisteva solo la TAC ospedaliera come ausilio radiologico avanzato e oggi la CBCT è presente in moltissimi studi. Non meravigliamoci quindi se ciò che oggi sembra stravagante, già ad IDS 2019 sarà considerato normale.

 

 

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Riccardo Laziosi Laureato con lode in Ingegneria Elettronica. Dal 1998 lavora in Dental Trey come responsabile di sviluppo software per Imaging odontoiatrico, sia per gli aspetti di gestione/elaborazione dati che per quelli di interfacciamento e supporto delle attrezzature specifiche (sistemi per radiologia digitale 3D e 2D, tlc, macchine fotografiche etc.) È co-autore del libro: “3D Radiology in dentistry” ed. Elsevier ed autore di articoli su riviste medico/scientifiche del settore odontoiatrico. Ha contribuito all’attività di diverse società scientifiche odontoiatriche in qualità di relatore in occasione di eventi/congressi (SIdP,AIE, ANDI, etc.)

2 Commenti

  1. Che cosa vuol dire “scanner a colori e senza polvere”?

  2. Buongiorno e grazie della domanda!

    COLORE:
    dire che uno scanner è a colori significa che dell’arcata scansionata è in grado di raccogliere oltre alle informazioni geometriche anche quelle relative al colore e che il modello prodotto come risultato finale è a colori (la cosa non è scontata: diversi modelli di scanner infatti generano modelli privi di colore).

    POLVERE:
    alcuni scanner per operare correttamente richiedono che l’arcata da scansionare sia preventivamente ricoperta di una polvere apposita. Sebbene la polvere oggi in uso sia impalpabile e ne basti una quantità ridottissima, la sua deposizione è comunque un’operazione in più da eseguire e, per quanto ridotto, comporta un disagio per il paziente.

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