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Team odontoiatrici che creano valore

Team odontoiatrici che creano valore

Pubblicato da il 17 Lug 2015 in Marketing dello studio | 2 commenti

Come trasformare il personale da manodopera a mentedopera

Esistono due definizioni riguardo il personale ausiliario:

  • Le assistenti sono un male necessario
  • Il personale determina il successo o l’insuccesso dello studio

Il nostro atteggiamento nei confronti dei nostri dipendenti si può riconoscere in una di queste due frasi.

Il personale è senz’altro una spesa necessaria, in quanto lavorare da solo rappresenta attualmente una scelta svantaggiosa dal punto di vista qualitativo ed economico. Tuttavia non è un semplice costo, ma un investimento.

Oggigiorno non esistono più le D.d.C. (Dame da Compagnia) che si vedevano nei vecchi studi dentistici con dipendenti in sovrannumero. Nell’attuale realtà non ci serve neanche manodopera, persone che seguono passivamente le indicazioni date da altri. Ciò di cui abbiamo bisogno sono persone che conoscano il perché sono state assunte e contribuiscano con la loro creatività e impegno al successo dello studio, in una parola mentedopera.

La manodopera va bene per le megastrutture low cost che si basano sulla quantità. Lì il paziente sceglie il prezzo e quindi ogni aspetto relazionale è eliminato per poter ridurre i tempi e risparmiare costi. La libera professione invece non si basa su concetti di produttività aziendale tipici delle multinazionali, ma sul rapporto medico-paziente. In questo caso non è importante il risparmio su costi e tempi (a cui si sta in ogni caso attenti…), ma la qualità clinica e l’aspetto relazionale.

In tale situazione il personale ausiliario deve avere capacità comunicative e personali, che superano quelle del semplice “pulisci-strumenti”. Avere queste persone non agevola soltanto il lavoro, ma diventa una questione di “sopravvivenza” professionale. Infatti l’aspetto comunicativo e di differenziazione è diventato indispensabile per l’esistenza delle nostre attività professionali. Più avremo persone in gamba maggiore sarà l’accettazione dei preventivi e la fidelizzazione dei pazienti.

Come facciamo a trovare queste persone o a modificare il comportamento di quelle con cui lavoriamo?

Assumere una persona non è come comprare un prodotto, qualcosa che poi funziona da solo. Ho visitato alcuni studi che “speravano nella nuova assunta” come se il miglioramento dello studio dipendesse da una ragazza che non conosce nulla della nostra attività. Formare una persona è come avere una pietra grezza, da cui creare una bellissima scultura. Ci vuole tempo e impegno. Il risultato però rimane nel tempo.

Ogni tanto qualche collega mi contatta per modificare il comportamento dei dipendenti. Vorrebbe una giornata formativa per far capire al personale che “bisogna fare questo e quello…” oppure un programma di coaching ”perché sappiano come vanno le cose”. Tuttavia questi interventi lasciano il tempo che trovano. La giornata formativa stimola per un po’ di tempo, ma poi torna tutto come prima, se non si attuano degli interventi per mantenere il nuovo comportamento appreso.

Chiaramente il dentista ha già il suo daffare nel condurre uno studio e una famiglia. Però questo fa parte dello studio e influisce anche sulla serenità familiare (quante notti insonni si perdono per problemi creati dal personale non formato…).  È praticamente un investimento che va controllato periodicamente affinché frutti.

Si sentono spesso corsi sulla team motivation, i ruoli del team, la leadership nel team, il team management… (ma perché non parlano in italiano…) , ma spesso chi li tiene sono persone che difficilmente hanno avuto a che fare con propri dipendenti nel lungo termine. Praticamente si paga per sentire dei riassunti di libri… (tanto vale che me li legga da solo).

La formazione continua e la gestione delle riunioni sono la risposta, se vogliamo avere della mentedopera che crei il successo dello studio.

 

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Tiziano Caprara Laureato all’Università di Bologna. Si interessa da più di 10 anni di gestione dello studio dentistico. È autore di numerosi articoli su riviste nazionali (Fronte stomatologico, Dental Cadmos, Dentista Moderno) ed internazionali (Farran Report, Indipendent Dentist). Relatore a congressi nazionali ed internazionali per quanto riguarda la gestione dello studio dentistico, efficienza del personale ausiliario e comunicazione in odontoiatria. Ha collaborato alla stesura del libro del prof. Guastamacchia “Gestione della pratica professionale odontoiatrica”. È autore dei libri “Il Dentista tra lavoro e vita” e “Io odio i dentisti…ma non lei dottore!”. È iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia. Direttore della rivista “Dentist Report”. Pratica la libera professione odontoiatrica dal 1987. Coach Certificato (ACC) dalla International Coach Federation.

 

Il dottor Caprara tiene corsi per il personale ausiliario.

2 Commenti

  1. Buongiorno Dr. Caprara,
    riferendosi alla “formazione di mentedopera che crei il successo dello studio”, Lei scrive: “il personale ausiliario deve avere capacità comunicative e personali, che superano quelle del semplice “pulisci-strumenti”.

    Vorrei fare notare che acquisire competenze tecniche e operative nel ricondizionamento dei Dispositivi Medici è impegnativo, tutt’ altro che semplice, ed è inoltre connesso al problema della comunicazione.

    Oggi, è indispensabile che il datore di lavoro riorganizzi in modo ergonomico e in sicurezza le procedure e attività per il controllo dell’infezione crociata, inclusa la pulizia degli strumenti.

    Questo è prioritario per liberare risorse (sopratutto in termini di tempo) per avere mentedopera motivata per lavorare in sicurezza e per comunicare efficientemente con il paziente e all’interno del gruppo in cui lavora.

    Lei scrive “Formare una persona è come avere una pietra grezza, da cui creare una bellissima scultura.” Se così fosse, dovrebbe essere una bellissima scultura Futurista, cioè fortemente dinamica.

    Credo che abbiamo bisogno che tutto il personale odontoiatrico sia aperto al sorriso ed alla comunicazione, ma debba essere formato ad essere consapevole, motivato, pro-attivo e competente a riconoscere sia gli errori operativi sia quelli nella comunicazione. Concordo con Lei che come mentedopera “contribuiscano con la loro creatività e impegno al successo dello studio”.

    A mia conoscenza, agire per garantire e comunicare i nostri sforzi per la “SICUREZZA” del paziente, è indispensabile per indirizzare un paziente verso quel bisogno di stima e autorealizzazione, che lo porta infine a cure odontoiatriche per avere un sorriso “più bello”.

    Quindi: senza un impegno verso la SICUREZZA, riusciremmo ad essere credibili con i pazienti? Credo di No.

    Senza la consapevolezza dei nostri errori, potremmo migliorare? No.

    Senza una comunicazione efficace, è a rischio la SICUREZZA degli operatori e dei pazienti? Si.

    Concordo con Lei che “si paga per sentire dei riassunti di libri … spesso vecchi (tanto vale che me li legga da solo … scegliendoli tra quelli più aggiornati”. Aggiungerei anche “tenuti da esperti che non sembrano vivere i veri problemi operativi e di comunicazione di uno studio odontoiatrico, che è a norma con le leggi vigenti” inclusi anche i problemi dei rapporti a lungo termine con il personale ausiliario, da Lei segnalati.

    La ringrazio per le sue parole che sono come “acqua fresca in una pietraia del deserto”.

    Livia

  2. Gentile Livia
    mi fa piacere il suo commento. Il termine pulisci-strumenti non significa sminuire l’importanza della sterilizzazione che rimane un ambito prioritario nella nostra attività. La sterilizzazione non solo è un obbligo deontologico, di legge per la salvaguardia della salute dei nostri pazienti, ma anche, come giustamente dice lei, di SICUREZZA personale. Inoltre è anche un fattore di comunicazione indiretto della qualità dello studio.
    La sterilizzazione rappresenta un ambito (tra i più importanti) che va affiancato ad altri aspetti, come la comunicazione/relazione con il paziente, che permettono lo sviluppo (in alcuni casi la sopravvivenza..) dello studio.
    Grazie ancora per la sua puntualizzazione

    Tiziano

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