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Un’alternativa valida all’anestesia locale tradizionale: la siringa senz’ago Comfort-in!

Un’alternativa valida all’anestesia locale tradizionale: la siringa senz’ago Comfort-in!

Pubblicato da il 8 Giu 2018 in In evidenza, Prodotti a confronto | 0 commenti

Da più di 100 anni l’odontoiatria ha cambiato modo di operare passando da terapie grossolane, rischiose e dolorose a cure sempre più precise, predicibili e, soprattutto, sicure; merito di questo salto in avanti non è dovuto a materiali nuovi o a tecniche particolari, ma all’introduzione e al perfezionamento di farmaci capaci di controllare il dolore: gli anestetici locali.
Dalla nascita degli anestetici locali, l’unico sistema per ottenere un’azione anestesiologica sulla polpa dentale era veicolato da un ago che inietta il farmaco sotto gengiva, interessando il nervo bersaglio.
Sono state costruite diverse tipologie di siringhe, ma sempre dotate di un ago che doveva far penetrare più farmaco possibile nelle vicinanze del nervo. Dalle siringhe tradizionali si è giunti a sistemi di siringa elettronica, passando da semplici moltiplicatori di pressione a sistemi di frese per bucare la corticale ossea e fare un’iniezione intraossea. Da qualche anno, prima in medicina generale e poi in Odontoiatria è stata introdotta un’altra metodica di anestesia mediante ago fluidico, o siringa senz’ago.
Personalmente ho avuto l’opportunità di testare la siringa senz’ago Comfort-in che ha un principio di funzionamento molto semplice e intuitivo ed è importata in Italia da Gamastech srl. In una camera di compressione, mediante una leva, viene caricata una molla idraulica che, una volta scattata, spinge ad alta velocità il liquido all’interno del nozzle sotto gengiva e sotto osso, anestetizzando il nervo bersaglio.

Funzionamento e indicazioni

Per evitare risposte diverse da parte dei pazienti, nel mio periodo di utilizzo ho caricato sempre i nozzle con lo stesso tipo di anestetico (Mepivacaina 1:100000) sia su soggetti adulti che sui bambini, un anestetico che utilizzo da sempre nella mia pratica quotidiana.
La siringa senz’ago Comfort-in non risolve il 100% delle situazioni cliniche, ma può essere un valido dispositivo che aiuta la normale pratica clinica.
Ma non è l’assenza di ago l’unico e principale vantaggio, infatti il paziente ago fobico è raro, normalmente si parla di pazienti odontofobici, per questi la seduta dal dentista è vista come spiacevole sempre e comunque, qualunque attrezzo o attrezzatura utilizzeremo, quindi parlare di questa tecnica solo per il “vantaggio” di non bucare la pelle con un ago mi sembra riduttivo.
Troviamo sicuramente la massima indicazione nell’arcata mandibolare, principalmente in terapia conservativa. Infatti, in questa posizione si riesce a evitare la tronculare del nervo alveolare inferiore, una metodica che obbliga l’operatore a tempi di attesa più lunghi, con la preoccupazione che il farmaco non svolga l’effetto anestesiologico sperato, a causa di situazioni anatomiche particolari o per la difficoltà della tecnica stessa, e al paziente si evita un fastidiosissimo blocco anestetico di un quarto inferiore della bocca.
Sempre nell’arcata inferiore di un adulto troviamo un’indicazione assoluta, questa volta non solo per le terapie conservative ma anche per le terapie endodontiche del gruppo frontale, molte volte per anestetizzare gli incisivi occorrono, dopo la tronculare del nervo mandibolare, innumerevoli rinforzi intraligamentosi, mentre con la siringa sen’ago Comfort-in si riesce a non fare nessun rinforzo, sempre in terapia conservativa, a volte anche in endodonzia. Se invece parliamo di terapie endodontiche degli elementi posteriori, soprattutto se in forte pulpite, non può sostituire la tronculare ma riesce in associazione alla prima ad anticipare l’inizio delle terapie, con un notevole risparmio di tempo e fastidi.
Anche sul mascellare otteniamo lo stesso risultato ma, causa la conformazione dell’osso mascellare che nel vestibolare presenta una concavità molto accentuata, molte volte abbiamo difficoltà a ottenere la perpendicolarità necessaria alla corretta iniezione e, quindi, avrà una curva di apprendimento leggermente maggiore nei settori posteriori, mentre nel settore anteriore l’utilizzo è semplice e i vantaggi legati a un’iniezione meno dolorosa della plessica tradizionale la fa diventare la tecnica anestesiologica di elezione per le terapie conservative.

Funzionamento nel paziente pedodontico

Nonostante nella mia pratica clinica passi più del 50% del tempo a curare bambini, ho avuto difficoltà ad inserirla nella mia prassi quotidiana: trovare un modo per presentare la siringa senz’ago Comfort-in ad un bambino, soprattutto se piccolo, non è proprio semplice.
Se, però, riusciamo a convincere il bambino avremo la possibilità di anestetizzare in maniera più che soddisfacente per una terapia conservativa e un ottima pre-anestesia in endodonzia dei denti decidui.
Con questa metodica risparmieremo molto tempo – circa 5 minuti ad appuntamento, che in Pedodonzia sono un’eternità – e la possibilità di non usare ingrandimenti per evitare dolori al paziente durante l’anestesia.
In Pedodonzia un grosso vantaggio è la dose di anestetico locale, per semplificare nei bambini non possiamo iniettare dosi a caso di farmaco, il limite fissato dalla farmacologia attuale è all’incirca di una tubofiala ogni 10 kg di peso corporeo, con la Comfort-in difficilmente possiamo avvicinarci a tale dose poiché per ogni infusione sono sufficienti  0,3 ml ovvero un sesto di tubofiala, rendendo la tecnica sotto questo punto vista molto sicura.

Avvertenze

Un’attenzione particolare deve avere l’operatore nel caso dopo l’infusione vedesse una fuoriuscita dell’anestetico in bocca al paziente, probabilmente a causa del fatto che l’infusione non è stata svolta in modo perpendicolare o senza esercitare un buona pressione sulla gengiva, a questo punto l’operatore dovrà ripetere il procedimento.

Conclusioni

La siringa senz’ago Comfort-in è una metodica di anestesia che ha bisogno di una curva di apprendimento abbastanza breve, risolve alcuni problemi se usata bene ed evita di anestetizzare dove non serve.
Là dove indicato, migliora la propria qualità clinica e la possibilità per il paziente di non avvertire nessun dolore, o quasi, durante la prestazione.

 

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Antonio De Pasquale – Nel 2002 consegue la laurea in Odontoiatria e Protesi Dentale presso l’Università degli Studi di Siena discutendo una tesi sperimentale in Parodontologia, avendo come relatore il prof. Giano Ricci, e come correlatore il prof. Giulio Rasperini, due tra i massimi esperti della materia in Italia ed in Europa. Nel gennaio 2003 si inscrive all’albo dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Trapani. Dal 2003 al 2008 frequenta corsi di perfezionamento in tutte le branche dell’odontoiatria generale, senza trascurare l’amore per la Pedodonzia ed il suo perfezionamento, seguendo nel 2007 il corso annuale del Dott. Roberto Olivi, il primo promotore della pedodonzia in Italia. Nel 2006 decide di inscriversi al Master post-universitario annuale in Endodozia del prof. Arnaldo Castellucci a Firenze, che gli permette di affinare le conoscenze e tecniche endodontiche. Nel 2008 frequenta un corso annuale in Conservativa con il Prof. Roberto Spreafico , professionista universalmente riconosciuto come uno dei massimi esponenti della Conservativa europea ed il massimo esponente della ricostruzione estetica dei denti traumatizzati in età pediatrica. Dal 2012 partecipa come relatore ed esperto del settore a numerosi corsi nazionali. È inoltre invitato a relazionare sulle White Baby Crowns, un dispositivo odontoiatrico messo a punto da lui. Ormai da quasi un decennio si occupa quasi esclusivamente di Pedodonzia, essendo titolare della “Scuola del Sorriso” uno studio interamente ed esclusivamente dedicato ai bambini.

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