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La relazione con il paziente odontoiatrico: empatia o competenze comunicative?

La relazione con il paziente odontoiatrico: empatia o competenze comunicative?

Pubblicato da il 13 Apr 2018 in In evidenza, Marketing dello studio | 1 commento

Sappiamo tutto sull’empatia e sui neuroni specchio, ma ci comportiamo in modo aggressivo e litigioso. Professiamo l’ascolto attivo, ma siamo concentrati su noi stessi e sui bisogni personali. Parliamo di assertività, ma quello che ci interessa è affermare i nostri presunti diritti, spesso negandoli agli altri. Questa incoerenza è presente anche nei luoghi di cura, dove invece l’empatia, l’ascolto attivo e l’assertività dovrebbero essere alla base della relazione tra medico e paziente.

Gli Studi odontoiatrici non vengono meno a questa situazione e può capitare di vivere tensioni durante giornate che sfiniscono, confrontandosi con pazienti esigenti, collaboratori demotivati e conti che non tornano mai. Nonostante questa realtà, si sente parlare sempre più spesso di quanto l’empatia sia fondamentale e a professarne l’importanza spesso sono persone che con i pazienti non hanno mai passato neppure un minuto né hanno mai vissuto la quotidianità di uno Studio odontoiatrico.

Ma cos’è questa empatia? È realistico pensare che sia indispensabile per curare le persone? E se non si ha la fortuna di provarla, che si fa? Ricordando che, per definizione, è la “capacità autentica di comprendere a pieno lo stato d’animo degli altri”, si capisce bene come sia una condizione difficile da accendere a comando e fragile da mantenere, in quanto dipende anche dallo stato d’animo personale, dai contesti e dai comportamenti delle altre persone.

Nei miei Corsi di “Comunicazione Medico-Paziente” ricordo come la relazione con il paziente debba essere considerata un vero e proprio momento di cura e puntualmente vedo annuire con convinzione i colleghi, ma pochi di loro hanno fatto corsi specifici sull’argomento. Così da tempo sono convinto che più che di empatia sia opportuno parlare di competenze comunicative: quelle si possono apprendere, possono essere replicabili e pongono le basi per la creazione di climi empatici e alleanze terapeutiche.

L’empatia è tale solo se autentica, è uno stato altissimo, al quale tutti dovremmo tendere, ma il lavoro dell’odontoiatra non può prescindere dalla conoscenza delle dinamiche della comunicazione che è necessario apprendere con l’impegno personale. In poche parole: impariamo come funzionano le relazioni interpersonali e come controllarle efficacemente, impegnandoci nello stesso tempo a guardare la realtà dal punto di vista del paziente per riuscire ad entrare nel suo mondo.

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Michele Cassetta  Laureato nel 1989 in Medicina e Chirurgia, esercita la libera professione odontoiatrica a Bologna. Responsabile della Dental Unit della Clinica Privata Villalba di Bologna – Gruppo GVM. Parallelamente all’attività professionale, si occupa di comunicazione in ambito sanitario. Docente a.c. di “Comunicazione Medico-Paziente” presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bologna. Autore di numerosi progetti di divulgazione sanitaria e di libri e articoli sulla comunicazione in ambito sanitario (“La Comunicazione Odontoiatra-Paziente”; “Sorridenti”; “Infermiere e Paziente – Le nostre parole”). Partecipa, in qualità di relatore, a Corsi e conferenze a livello nazionale. Responsabile scientifico di numerosi Corsi residenziali e FAD per i principali editori di settore e consulente per numerose aziende e strutture sanitarie. Giornalista, autore e conduttore delle trasmissioni radiofoniche e televisive di informazione sanitaria “InSalute” e “Salutando”. Autore e interprete di testi teatrali sulla comunicazione (“Vindica te Tibi”, “Flow”), che porta in scena con i musicisti jazz Paolo Fresu e Gianluca Petrella. www.michelecassetta.com

1 commento

  1. .. “si sente parlare sempre più spesso di quanto l’empatia sia fondamentale e a professarne l’importanza spesso sono persone che con i pazienti non hanno mai passato neppure un minuto né hanno mai vissuto la quotidianità di uno Studio odontoiatrico.” ..
    Ben detto!

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