Le aree extracliniche: reception e sala d’attesa dello studio dentistico

Le aree extracliniche: reception e sala d’attesa dello studio dentistico

 

L’atmosfera che il paziente percepisce fin dal suo ingresso nello studio dentistico è fondamentale: si parla di qualità inattesa, quella che ha il potere di deliziare e entusiasmare, grazie alla quale il dentista è in grado di fidelizzare il paziente a lungo termine. Solidità, modernità e igiene sono elementi chiave attorno a cui sviluppare il progetto dello studio; questi principi devono essere trasmessi dal dentista ai pazienti, tanto più oggi quando le numerose catene odontoiatriche low cost si propongono sul mercato puntando proprio sull’immagine e la comunicazione.

Le aree extracliniche, quali l’ingresso, la reception, la sala d’attesa, possibilmente completa di un spazio separato e dedicato ai bambini, e la segreteria, sono oggi ambienti chiave che devono offrire un’immagine nuova e al passo con tempi. Devono essere ambienti che “conquistano” il paziente e rispecchiano ciò che il dentista vuole comunicare.
L’architettura degli spazi e i relativi dimensionamenti, i materiali di finitura, i colori, le luci, gli arredi e il comfort diventano tutti elementi differenzianti.

È sempre difficile riuscire a definire delle tipologie di ambiente precise perché l’elemento della personalizzazione rende ogni progetto unico e caratterizzato da specifiche richieste della committenza.

Possiamo affermare che la reception e la sala d’attesa di uno studio dentistico rappresentano il primo biglietto da visita che il medico offre al paziente.
Molto spesso risultano inadeguati a causa di reception poco funzionali, sedute scomode e in materiali inadeguati come il velluto, complementi d’arredo inadatti al luogo (acquari mal gestiti, piante non curate e spesso finte), presenza di riviste cartacee vecchie ed usurate, assenza di zona guardaroba, assenza o carenza di aree di attesa dedicate ai bambini (generando disordine e confusione), mancanza di ergonomia, scelta di materiali, colori e illuminazione inadatti che creano sensazione di vetustà e scarsa igiene.

Per raggiungere dei buoni risultati, anche con interventi di solo restyling di questi ambienti, occorre incidere sull’impatto estetico dello studio, offrendo una nuova immagine con tempi di intervento e costi relativamente contenuti.

In particolare la reception e la sala d’attesa devono essere pensate per tutti gli utilizzatori, dai più piccoli ai più grandi, prevedendo:

  • banconi funzionali e dal design attraente;

  • una rapida individuazione degli spazi per garantirne una corretta fruibilità;

  • l’utilizzo di sedute (preferibilmente) singole per aumentare il livello di comfort e privacy dei pazienti e per garantire una gestione più funzionale degli spazi;

  • l’inserimento di TV e tablet (affiancati alle riviste cartacee);

  • un piccolo corner break e un armadio guardaroba ove riporre giacche e borse in sicurezza;

  • ove possibile, un’area dedicata ai bambini, predisposta all’interno o in adiacenza alla sala d’attesa principale, separata ma ben visibile (possibilmente attraverso vetrate trasparenti) in modo da garantire comfort acustico per gli adulti e funzionalità per i più piccoli;

  • l’utilizzo di materiali funzionali e facilmente lavabili; ove possibile è spesso molto apprezzato l’impiego di materiali naturali come pietre e legno sia a pavimento che a parete e soffitto; l’inserimento di pareti vetrate conferisce all’ambiente un senso di leggerezza, pulizia ed igiene;

  • l’utilizzo di colori neutri sia chiari che scuri, per rendere più gradevole la percezione degli ambienti

  • un sistema di illuminazione preferibilmente artistica e a luce calda.

La grafica diventa un altro elemento fondamentale per rendere chiara l’utilizzazione degli spazi e per comunicare al paziente ciò che il dentista vuole trasmettere.
Il particolare momento storico in cui stiamo vivendo obbliga i medici ad adeguare gli ambienti extra clinici, rendendoli ancora più puliti e minimali, dotandoli poi di una serie di complementi d’arredo che risultano indispensabili (i copri-calzari, i dispenser per il gel disinfettante).

Tutti questi elementi sono quelli che guidano anche la progettazione della segreteria dove il paziente viene accolto prima di entrare in area clinica oppure alla fine della prestazione medica.
Le dimensioni dello studio incidono sugli spazi dell’area extra-clinica che il medico mette a disposizione dei propri pazienti ma l’immagine complessiva di quel luogo e la buona riuscita dei lavori sono dati dalla sintesi di numerosi e diversificati elementi quali i materiali, i colori, l’illuminazione, l’ergonomia, il comfort, i complementi d’arredo, la comunicazione e le grafiche; il valore aggiunto di una corretta progettazione sta nel riuscire a lavorare a tutto tondo attraversando ognuno di questi aspetti con un’unica visione d’insieme ed una progettualità integrata.

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Indicazioni sulla gestione degli spazi (clinici ed extra clinici), sulla corretta illuminazione degli ambienti e sulla scelta ottimale di colori e materiali di finitura

 
- L’architetto Francesca Mosti è socia dello Studio Modulo Multiplo (con sedi a Pisa e a Carrara) ed è partner del Network ArchMedO (Architettura Medica Odontoiatrica). Si è laureata nel 2003 presso il Politecnico di Milano e si occupa di progettazione architettonica ed interior design. - L’architetto Mario Redaelli è titolare dello Studio R2+ (con sedi a Lecco e a Pamplona) ed è il fondatore e coordinatore del Network ArchMedO (Architettura Medica Odontoiatrica). Si è laureato nel 2002 presso il Politecnico di Milano, si occupa di progettazione architettonica ed interior design e dal 2010 è docente presso l’Istituto Europeo di Design (IED) di Milano. - Cesare Corfone, CEO & FOUNDER dello studio CORFONE+PARTNERS, è un Architetto Urbanista e Paesaggista di Foggia la cui formazione è iniziata nel 1999 e fin dall’ora ha collaborato a progetti di riqualificazione e sviluppo urbano sostenibile in diverse città. Ha ottenuto un Master in progettazione di “Architecture & Other Environments” presso la Universitat Politécnica de Catalunya a Barcellona (2007). Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Architettura ed Urbanistica (2012) presso l’Università degli Studi G. d’Annunzio. Nel corso del primo triennio, l’architetto con il suo studio ha ricevuto menzioni, premi e riconoscimenti di carattere nazionale ed internazionale.
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