La chirurgia guidata: un approccio moderno all’implantologia?

La chirurgia guidata: un approccio moderno all’implantologia?

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La chirurgia computer-guidata, detta anche chirurgia computer-assistita, rappresenta una delle innovazioni in chirurgia implantare che nell’ultimo decennio ha determinato un radicale cambiamento nell’approccio clinico al paziente. Se un tempo tale approccio appariva complesso e allontanava il “clinico medio” per la sua complessità, ad oggi le tecnologie che ne consentono la corretta esecuzione sono diventate decisamente user-friendly. Inoltre, la diffusione negli studi odontoiatrici degli scanner intraorali e delle apparecchiature radiologiche per effettuare l’ esame CBCT (Cone Beam Computerized Tomography) ha senza dubbio semplificato la procedura e avvicinato l’utilizzatore alla metodica.

Prima di approfondire i dettagli della tecnica rispondiamo alla domanda: “PERCHÉ È OPPORTUNO ADOTTARE I PRINCIPI DELLA CHIRURGIA COMPUTER-GUIDATA IN IMPLANTOLOGIA?”

A dire il vero, la risposta mi è apparsa intuitiva sin dal primo momento in cui mi sono approcciato alla disciplina, probabilmente perché, da giovane Odontoiatra qual ero, avevo bisogno di maggiori certezze nel trattamento dei miei primi pazienti e forse anche perché, per affinità personale, le tecnologie digitali mi hanno sempre attratto. Oggi però, dopo aver maturato un’esperienza ultradecennale a riguardo, posso rispondere che “LA CHIRURGIA COMPUTER-GUIDATA È L’UNICA METODICA IN IMPLANTOLOGIA CHE CONSENTE DI COLLEGARE LA DIAGNOSI E LA TERAPIA CON LA MASSIMA COERENZA”.

Mi spiego meglio. Il vero cambiamento di visione è avvenuto nel momento in cui ho stravolto la considerazione che avevo fino ad allora di un “impianto dentale”; nell’accezione più comune, e quindi anche nella mia, un impianto veniva considerato un dispositivo chirurgico e tutti i corsi di perfezionamento in implantologia che ho frequentato avvenivano sempre e soltanto in contesti correlati alla chirurgia orale.

Poi, poco a poco, ho cominciato ad avvicinarmi al mondo della Protesi e le idee cominciavano a farsi sempre più chiare: l’impianto dentale è “semplicemente” un dispositivo protesico necessario a supportare la riabilitazione protesica del paziente, sia che si tratti di un elemento singolo che di un’intera arcata. Del resto, in quanto Odontoiatra, i miei pazienti mi hanno sempre chiesto di essere riabilitati con manufatti che siano integrati esteticamente nel contesto orale e peri-orale e che siano in armonia con la funzione stomatognatica globale. MAI ho ricevuto richieste dirette relative ad una particolare tecnica chirurgica oppure alla distribuzione o inclinazione di uno o più impianti dentali da parte del paziente.

Il punto di partenza è sempre stato, e continua ad esserlo, il sorriso.

E allora ritengo che partire da lì sia la cosa più saggia e razionale che un Odontoiatra possa fare.

In altre parole, credo che sia giusto analizzare in primis il paziente con una raccolta dati completa che ci condurrà ad una corretta DIAGNOSI e poi stabilire, in funzione di detta diagnosi, la giusta TERAPIA.

In quest’ottica l’introduzione della filiera digitale nella realtà quotidiana ha senz’altro semplificato ogni cosa: la possibilità di pianificare virtualmente la riabilitazione protesica e successivamente di verificarne gli aspetti estetici e funzionali nel cavo orale grazie alla produzione di un mock-up, realizzato con la tecnologia di stampa 3D, ci offre una opportunità fino a qualche anno fa neanche immaginabile. Questo è il giusto momento per eseguire l’esame radiografico tridimensionale del paziente, NON prima.

Grazie all’allineamento dei diversi file, in gergo “matching file”, potremo ricostruire virtualmente tutti i tessuti del cavo orale: i tessuti molli (grazie all’impronta dell’arcata), i tessuti duri (grazie alla CBCT) e i futuri elementi dentali (grazie al mock-up). Tutte queste informazioni saranno elaborate e integrate dal software di pianificazione chirurgica che consentirà al clinico di poter eseguire una vera e propria “simulazione” della futura chirurgia implantare. In altri termini, di poter stabilire la terapia più appropriata per il singolo paziente.

La chirurgia computer-guidata, dunque, rappresenta l’unica possibilità per il clinico di poter realmente dedicare ogni risorsa al vero aspetto chirurgico del caso, ossia alla gestione dei tessuti duri e molli, non all’inserimento implantare, una mera sequenza di frese controllate perfettamente da una boccola. Certo, sarebbe opportuno fare diverse precisazioni a riguardo ma questo articolo non è il contesto adatto.

Analizziamo nel dettaglio ciò che è necessario affinché si possa pianificare correttamente un caso clinico mediante la metodica della chirurgia computer-guidata:

  • L’impronta delle arcate del paziente: se analogica verrà digitalizzata in laboratorio, se ottica è già pronta per essere introdotta nel workflow;
  • La ceratura diagnostica virtuale oppure il mock-up necessari, rispettivamente, nelle edentulie parziali dei settori posteriori, la prima, nel settore ad alta valenza estetica oppure nei pazienti totalmente edentuli, il secondo;
  • L’esame radiologico 3D (CBCT): non è necessario adottare un FOV molto esteso, l’importante che comprenda l’arcata da trattare (8x8 o 10x10 sono sufficienti nella stragrande maggioranza dei casi);
  • La dima radiologica: utile laddove i reperi anatomici (i denti) per il matching file sono carenti oppure nel caso in cui i manufatti protesici determinerebbero molto “rumore” nell’esame Rx;
  • Il software di pianificazione chirurgica: i software più completi consentono anche di disegnare la dima chirurgica per tutte le condizioni cliniche e posseggono algoritmi in grado di procedere ad un allineamento dei file rapido, preciso e affidabile;
  • Gli accessori chirurgici (kit implantare dedicato e sleeves chirurgiche), specifici per la sistematica implantare adottata.

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Non desidero sintetizzare eccessivamente la descrizione della metodica ma neanche approfondire aspetti che richiederebbero corsi dedicati, entrando nel merito delle diverse situazioni cliniche.

L’intento di questo articolo, per lo più didascalico, è di invitare tutti gli Odontoiatri ad ampliare le proprie vedute, rivolgendo lo sguardo ai nuovi strumenti digitali, senza mai perdere di vista il reale obiettivo del trattamento: il PAZIENTE.

 

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Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria nel 2005, si perfeziona in Parodontologia e Protesi in Italia e all’estero sotto la guida di autorevoli cultori della materia. Membro dell’AIOP (Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica), della SIdP (Società Italiana di Parodontologia, della SIO (Società Italiana di Implantologia Osteointegrata) e della EFP (European Federation of Periodontology), svolge un’intensa attività di consulenza presso numerosi studi odontoiatrici. Fondatore e Direttore di Odontosinergy, Centro di Formazione per Odontoiatri con sede a Telese Terme, dove esercita l’attività libero-professionale limitata al campo della Parodontologia e della Protesi. Componente del Board Clinico del progetto Just Digital , gruppo di professionisti che si occupano di ricerca,sviluppo e formazione in ambito di odontoiatria e tecnologie digitali. Autori di numerose pubblicazioni internazionali su tali argomenti.
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