Questo case report descrive il ritrattamento endodontico di un 26 con severa curvatura radicolare e sintomatologia dolorosa persistente. Il trattamento è stato eseguito secondo la “Tool Box Technique”, modulando strumenti e sequenze in base alle singole anatomie canalari. La rimozione della guttaperca e la sagomatura sono state condotte con strumenti rotanti e reciprocanti, garantendo un avanzamento graduale e sicuro. L’irrigazione ha previsto l’uso combinato di ipoclorito di sodio e agenti chelanti. Il follow-up a 3 mesi ha mostrato la completa risoluzione della sintomatologia e la guarigione periapicale.
La paziente che vi presento è venuta alla mia attenzione lamentando dolore sul 26 trattato un anno prima da un collega.
All’esame obiettivo si evidenzia una grossa ricostruzione in composito e alla percussione la paziente lamenta forte dolore.
All’esame radiografico si nota una cura canalare non perfettamente congrua, con piccole reazioni periapicali e una anatomia delle radici mesiali con una severa curvatura (Fig. 1).

Si decide quindi di intervenire con un ritrattamento affrontando i canali come se stessimo trattando elementi differenti, quindi con un approccio dedicato alle singole fasi e alle singole anatomie radicolari.
Dopo avere eseguito il disassembling coronale, e avere reperito gli imbocchi, si è provveduto alla rimozione della guttaperca mediante l’ XP-Edo Rise® in modalità da ritrattamento quindi, utilizzando il Rooter 3000 a 2500 rpm come da impostazioni, si è provveduto ad eliminare agevolmente tutto il contenuto.
Successivamente per il canale Palatale, Disto Vestibolare e Mesio Vestibolare, sì è provveduto all’utilizzo di un R-Motion® 25.06 per un allargamento fino al livello del terzo medio, per poi prendere e portare fino alla WL un R-Motion® 20.04. In questo modo l’avanzamento graduale e l’ottimo feed- back tattile offerto dalla reciprocazione ha permesso di raggiungere con sicurezza l’apice, senza creare accumulo di detriti, considerato il piccolo diametro e conicità utilizzati.
Successivamente la strumentazione è stata proseguita con un Race Evo® 25.05 fino alla WL e la sagomatura finale è stata affidata ad un R-Motion® 30.04 per avere un controllo ottimale della porzione apicale.
La parte finale della sagomatura è stata dedicata al canale MB2 non trovato dal precedente trattamento, considerata la forte curvatura della radice, si è optato per un approccio totalmente meccanico eseguendo un o scouting con un Glider-C®, strumento reciprocante austenico con punta 15 e conicità variabile .03-.07. Lì dove lo strumento non proseguiva si utilizzava un R-Motion® 25.06 per creare un allargamento coronale, per poi riprendere l’utilizzo dello strumento da scouting, fino ad arrivare alla WL.
A questo punto la sagomatura veniva ultimata con R-Motion®® 20.04, Race Evo® 25.04 e R-Motion® 30.04.(Fig. 2).

Durante tutta la fase di ritrattamento è stata utilizzata per irrigazione una capsula di Dual Rinse® (miscelata con 10 ml di NaOCl 5%), per agevolare l’avanzamento degli strumenti nel canale e garantite un’ottima disinfezione e chelazione simultanea all’interno dell’endodonto in tutte le sue fasi.
La fase di otturazione è stata eseguita mediante utilizzo del cemento calcio silicato Total-Fill, con i coni di guttaperca dedicati.
Dopo l’otturazione canalare veniva eseguita una ricostruzione diretta della cavità di accesso (Fig. 3) in attesa di eseguire a distanza di tempo un restauro di tipo indiretto.

Si evidenzia dopo 3 mesi la completa assenza di sintomatologia e una assenza di lesioni periapicali (Fig. 4).

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